Insieme contro l’aumento delle assenze dovute a questioni di natura psicologica
Sarah Bünter
L’indice dello stress lavorativo in Svizzera (Job Stress Index) mostra che lavoratrici e lavoratori si sentono sempre più sotto pressione. Se non si agisce per tempo, questo stress può spesso trasformarsi in un burnout. L’incapacità lavorativa per disturbi mentali dura in media 218 giorni e nel 95 per cento dei casi si tratta di congedi per malattia a tempo pieno, come evidenziato dallo studio WorkMed del 2022. Inoltre, il 57 per cento delle incapacità lavorative per disturbi mentali è causato da conflitti sul lavoro.
Da allora, le diagnosi di assenze dovute a questioni di natura psicologica nell’ambito dell’assicurazione d’indennità giornaliera per malattia sono aumentate ulteriormente – un’evoluzione che preoccupa l’intero settore, spingendolo ad avviare iniziative di maggiore portata. In occasione della conferenza stampa annuale dell’Associazione Svizzera d’Assicurazioni (ASA), il CEO di SWICA Reto Dahinden ne ha parlato in maggior dettaglio.
«Abbiamo un forte interesse a comprendere a fondo le cause di questo aumento. Dal momento che la situazione si è ulteriormente aggravata negli ultimi anni, accogliamo con favore misure coordinate con tutti gli operatori coinvolti.» Reto Dahinden, CEO di SWICA
Iniziativa congiunta per misure preventive coordinate
In collaborazione con la rete Compasso, che si impegna per il mantenimento dei posti di lavoro e l’integrazione professionale, nonché con l’Unione svizzera delle arti e mestieri e l’Unione svizzera degli imprenditori, le assicurazioni intendono approfondire i motivi di questo aumento attraverso uno studio. «Combattere le cause alla radice è il modo migliore per evitare una lunga e dolorosa assenza per malattia», spiega Reto Dahinden.
Con lo studio, le assicurazioni intendono acquisire una base di analisi differenziata per migliorare in modo mirato la loro offerta a sostegno della gestione della salute nelle aziende. Allo stesso tempo, la collaborazione con l’Unione svizzera delle arti e mestieri e con l’Unione svizzera degli imprenditori consente di sviluppare progetti comuni per convincere gli operatori economici ad adottare misure preventive. «Siamo convinti che il modo più efficace per contrastare l’aumento dei premi sia ridurre le assenze per malattia», aggiunge il CEO di SWICA.
Le partnership come pilastro centrale dell’indennità giornaliera per malattia
L’iniziativa illustra in modo esemplare i meccanismi fondamentali di un sistema assicurativo moderno, che si basa su un principio di partnership. Grazie a questa collaborazione è possibile reagire in modo rapido e flessibile alle attuali sfide nell’ambito dell’assicurazione d’indennità giornaliera per malattia. In questo modo, SWICA e le altre assicurazioni riescono a raggiungere effetti concreti in tempi molto più brevi rispetto a una lunga riforma politica.
Una convenzione di libero passaggio anziché un obbligo
Uno di questi progetti di riforma è la richiesta a livello politico di introdurre un obbligo nell’ambito dell’indennità giornaliera per malattia. Questa richiesta viene giustificata con casi isolati di aziende che, per diversi motivi, non sono riuscite a stipulare un’assicurazione d’indennità giornaliera per malattia. Il settore ha affrontato il problema adeguando l’attuale Convenzione di libero passaggio, che regola il trasferimento di persone assicurate o di portafogli tra le assicurazioni coinvolte. In questo modo si dovrebbero evitare svantaggi per le persone assicurate e le persone contraenti l’assicurazione, ad esempio attraverso la selezione dei rischi.
Viene introdotto un obbligo di prestazione anticipata da parte delle assicurazioni precedenti nel caso in cui, durante un cambiamento di assicurazione, non sia chiaro quale compagnia sia responsabile per i sinistri in corso. Inoltre viene introdotta una procedura di attribuzione applicabile nel caso in cui un datore di lavoro non sia in grado di stipulare un contratto di assicurazione per motivi non imputabili a sua colpa. In tal caso, al datore di lavoro viene attribuita un’assicurazione d’indennità giornaliera per malattia nel quadro della Convenzione di libero passaggio.
Per Reto Dahinden questa è la strada giusta: «Con la revisione della Convenzione di libero passaggio, il settore ha trovato una soluzione per colmare in modo mirato le poche lacune che, in casi isolati, possono causare incertezza o interruzioni della copertura.»
«Attraverso una collaborazione basata sulle partnership, reagiamo in modo rapido, flessibile e mirato ai cambiamenti in un’epoca in continua trasformazione.» Reto Dahinden, CEO di SWICA
Più il rischio è ripartito, minore è il senso di responsabilità
Nel settore assicurativo la consapevolezza della responsabilità svolge un ruolo fondamentale. Lo scopo primario di un’assicurazione è sempre stato quello di ammortizzare collettivamente i rischi esistenziali. Affinché un sistema assicurativo rimanga stabile nel lungo periodo e possa essere finanziato congiuntamente, la responsabilità individuale di tutti gli operatori del sistema è di grande importanza.
Se il collettivo delle persone assicurate viene ampliato in misura crescente e il rischio viene ripartito su un numero sempre maggiore di persone, l’esperienza dimostra che anche il senso di responsabilità dei singoli operatori tende a diminuire, spiega Dahinden. Il risultato è un aumento dei premi assicurativi. «Con il trasferimento del rischio a un collettivo, diminuisce anche il senso di responsabilità», afferma Dahinden.
Le numerose misure e iniziative hanno dimostrato che l’attuale sistema basato sulle partnership funziona e consente di reagire in modo flessibile ed efficiente ai cambiamenti delle condizioni. Dal punto di vista di SWICA, non sarebbe quindi redditizio mettere completamente in discussione un sistema funzionante. «Perché nella stragrande maggioranza dei casi funziona senza intoppi», spiega.
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