La stagione dell’influenza non è ancora passata, e molte persone sono costrette a casa con la febbre. Tuttavia, non sempre si tratta di influenza. In modo particolare nel caso di bambini e giovani adulti, potrebbe anche trattarsi di mononucleosi.
La mononucleosi (conosciuta anche come febbre ghiandolare di Pfeiffer dal nome del suo scopritore Emil Pfeiffer), è una malattia infettiva causata dal virus di Epstein-Barr. Il virus si diffonde attraverso goccioline emesse nell’aria quando si tossisce, si starnutisce ma anche quando si parla e si respira.
I bambini e i giovani adulti sono particolarmente vulnerabili, anche se la malattia tende ad essere lieve durante l’infanzia e spesso non viene diagnosticata. Tanto più avanzata è l’età della persona ammalata, quanto più forti potrebbero essere i sintomi.
Chi si ammala di mononucleosi, inizialmente avverte i sintomi dell’influenza:
Febbre
Linfonodi del collo ingrossati
Mal di gola
Tonsille gonfie con placche viscose
Mal di testa e dolori muscolari
Stanchezza
Mancanza di appetito
con il passare del tempo la febbre potrebbe salire e i linfonodi potrebbero ingrossarsi ulteriormente. Particolarmente pronunciata è la stanchezza, che spesso dura ben oltre la malattia e fa sì che le persone colpite non siano completamente in forma e in grado di funzionare per un lungo periodo.
Soprattutto all’inizio, la mononucleosi viene spesso confusa con l’angina streptococcica. Se in tal caso vengono prescritti antibiotici contro l’angina, si verifica un’eruzione cutanea. Per evitare che ciò accada, vale la pena sottoporsi a un test rapido per la diagnosi della mononucleosi in uno studio medico o in un pronto soccorso.
Purtroppo non esistono medicamenti specifici contro la mononucleosi. È possibile però ricorrere a medicamenti per abbassare la febbre o antidolorifici. Un impacco freddo sui polpacci aiuta inoltre a combattere la febbre alta. In ogni caso, è sempre d’aiuto stare a letto, dormire e bere molto.
La malattia può causare un notevole ingrossamento della milza. Pertanto, per evitare una pericolosa rottura della milza, si raccomanda di non praticare sport di contatto per varie settimane dopo la malattia.
La mononucleosi si risolve in genere dopo due o tre settimane. Una volta contratta l’infezione, si rimane immuni per tutta la vita. Sebbene l’agente patogeno rimanga nell’organismo e possa nuovamente scatenare la malattia quando il sistema immunitario è molto indebolito, di solito il decorso è privo di sintomi o almeno molto lieve.
Può volerci molto tempo finché il corpo si riprenda completamente. Ci vuole molta pazienza, soprattutto quando ci si sente ancora spesso stanchi e senza energia anche a distanza di mesi dalla malattia. In questo caso bisogna tenere duro, la pazienza darà i suoi frutti.