Herpes zoster, una malattia insidiosa e dolorosa

Come se prurito e vescicole non fossero già abbastanza, l’herpes zoster è spesso accompagnato anche da dolori lancinanti e persistenti. Il nostro consiglio per la salute svela perché è importante reagire subito ai primi sintomi e quanto è efficace un nuovo vaccino.

AutoreSWICA Content Team
3 minuti di lettura02. aprile 2025

Che cosa è il fuoco di Sant’Antonio?

Il fuoco di Sant’Antonio è causato da un virus che quasi tutte le persone portano nel proprio organismo fin dall’infanzia. Secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), il 98 per cento della popolazione adulta presenta anticorpi contro il virus varicella-zoster, responsabile della varicella.

Dopo aver contratto la varicella, il virus rimane nell’organismo per tutta la vita in uno stato inattivo, annidandosi nei cosiddetti gangli nervosi. Secondo l’UFSP, circa il 20 per cento delle persone portatrici del virus varicella-zoster sviluppa il fuoco di Sant’Antonio nel corso della vita.

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Lo stress come fattore scatenante

Situazioni di stress, l’avanzare dell’età o un sistema immunitario indebolito possono favorire la riattivazione del virus. Quando il virus si riattiva, raggiunge la pelle attraverso i nervi e provoca i primi sintomi, come prurito e dolore. 

In seguito compaiono irritazioni cutanee ed eruzioni con vescicole. I sintomi si manifestano frequentemente sulla schiena, sull’addome o sul viso.

Agire tempestivamente

«Se viene diagnosticata nelle prime 72 ore, la malattia può essere curata in modo efficace», afferma la dr. Silke Schmitt Oggier, responsabile medico dello studio medico online santé24. I primi segnali del fuoco di Sant’Antonio sono il prurito e dolori improvvisi e lancinanti, che possono comparire ancora prima delle eruzioni cutanee. Rivolgersi tempestivamente a uno specialista può contribuire a limitare la diffusione della malattia e a ridurre la durata dei sintomi.

Per quanto vescicole e prurito possano essere molto fastidiosi, non sono la conseguenza peggiore della malattia. Le persone colpite soffrono spesso di dolori che vengono descritti come fitte lancinanti. In alcuni casi, questi dolori ai nervi possono durare per mesi o persino anni.

Contagioso o no?

Il fuoco di Sant’Antonio non è di per sé contagioso. Il contagio può però avvenire attraverso i virus varicella-zoster presenti nelle vescicole. I bambini e gli adulti che non hanno mai avuto la varicella possono contrarre questa malattia entrando in contatto con le vescicole, ad esempio toccandole con le mani o attraverso oggetti contaminati come le maniglie delle porte.

Prurito e vescicole sono solo l’inizio del fuoco di Sant’Antonio.

Prevenire con la vaccinazione

Dal febbraio 2022 in Svizzera è possibile vaccinarsi contro il fuoco di Sant’Antonio; i costi sono coperti dall’assicurazione di base (al netto di franchigia e aliquota percentuale). Secondo Infovac, il nuovo vaccino offre una protezione del 91 per cento contro il fuoco di Sant’Antonio. L’UFSP raccomanda la vaccinazione contro il fuoco di Sant’Antonio alle persone sane dai 65 anni in su e alle persone con un sistema immunitario indebolito a partire dai 50 anni. In caso di grave immunodeficienza, la vaccinazione è consigliata già dai 18 anni.

Poiché il fuoco di Sant’Antonio può ripresentarsi, la vaccinazione è raccomandata anche a chi ha già avuto la malattia. Terminata la fase acuta della malattia, il virus rimane inattivo nei gangli nervosi e può riattivarsi quando le difese immunitarie si indeboliscono.

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