Molti dispositivi medici e materiali di consumo, come stampelle o test per la glicemia, vengono attualmente rimborsati solo se acquistati in Svizzera. Chi li acquista all’estero deve farsi carico dei costi. Ora il Consiglio federale vuole cambiare le cose e presenta una proposta al Parlamento.
Si tratterebbe di una possibilità di risparmio semplice, di cui la Svizzera finora non ha voluto sapere nulla: i prodotti dell’Elenco dei mezzi e degli apparecchi (EMAp) della Confederazione possono essere pagati dall’assicurazione di base obbligatoria soltanto se sono stati acquistati in Svizzera. Ciò vale anche se un prodotto potrebbe essere acquistato in un Paese europeo a un prezzo notevolmente inferiore.
Nel 2023 la Svizzera ha speso 727 milioni di franchi per i prodotti EMAp, una cifra che probabilmente da allora è aumentata ulteriormente. Il Consiglio federale intende ora allentare le regole per una parte dell’elenco, che costituisce circa la metà dei costi complessivi. Chi acquista privatamente lo stesso dispositivo medico a un prezzo inferiore all’interno dello Spazio economico europeo (SEE), in futuro potrà fatturarlo tramite la propria assicurazione malattie. Ciò riguarderebbe soprattutto i materiali di consumo medici. La Confederazione spera che l’innovazione possa ridurre i costi e promuovere la concorrenza.
Tuttavia, Berna non vuole affrettare le cose. La Confederazione intende tenersi aperta la possibilità di introdurre la modifica solo per un periodo limitato, al fine di adeguare le regole dopo una prima valutazione, se necessario. I produttori e gli importatori svizzeri di dispositivi medici sono ovviamente poco entusiasti delle proposte del Consiglio federale, che sono invece accolte con favore dall’Associazione degli assicuratori-malattia svizzeri prio.swiss. Pro o contro? Entrambe le parti prendono posizione qui.
Il previsto rimborso di determinati prodotti medici provenienti dall’Europa elimina un ostacolo inutile e dannoso per le e i pazienti. Chi trova all’estero un prodotto standard dell’Elenco dei mezzi e degli apparecchi più conveniente, deve anche poterlo fatturare. Per i prodotti che richiedono poca consulenza, si tratta di una soluzione pragmatica e vicina al paziente. Gli acquisti transfrontalieri sono all’ordine del giorno in Svizzera, soprattutto in caso di grandi differenze di prezzo.
Prendiamo il caso di una paziente diabetica di Lugano che va a Como, dove le sue strisce reattive per la glicemia sono disponibili in farmacia – equivalenti o addirittura identiche e molto più economiche. Oggi può già acquistarle lì autonomamente, ma da ora le sarebbero anche rimborsati i costi.
Se la qualità e il rimborso sono disciplinati in modo chiaro e non burocratico, ne traggono vantaggio non solo le e i pazienti, ma anche chi paga i premi: secondo il Consiglio federale, circa la metà dei costi per i dispositivi medici rientrerebbe nella nuova regolamentazione. Si tratta di un bel potenziale di contenimento dei costi e un’opportunità per riflettere sui prezzi in Svizzera.
Marco Romano
vicedirettore prio.swiss
«Acquistate all’estero il vostro dispositivo medico a un prezzo conveniente»: ciò che sembra semplice, in realtà si trasforma in un’impresa complicata. Infatti, in primo luogo il medico deve verificare se la prescrizione di un prodotto soddisfa i requisiti per essere acquistato nello Spazio economico europeo. Se tali requisiti sono soddisfatti in quel momento (la Confederazione si riserva il diritto di aggiornare costantemente l’elenco di questi prodotti), dovete contattare la vostra assicurazione malattie e chiedere in quali punti vendita all’estero potete acquistare il prodotto. È infatti la vostra assicurazione a decidere con quali punti vendita stipula una cosiddetta convenzione di fornitura.
Dopo l’acquisto, l’odissea continua. Oltre a presentare il giustificativo all’assicurazione, dovete anche indicare il tasso di cambio corrente e indicare se vi è stata rimborsata l’IVA. Dopo aver fatto tutto questo, si spera che riavrete i vostri soldi. Allo stesso tempo, con l’acquisto «più conveniente» all’estero, dovreste aver alleggerito l’onere dell’assicurazione malattie: un’illusione, perché gli eventuali risparmi saranno già da tempo stati vanificati da un’eccessiva burocrazia.
Carina Schaller
responsabile Public Affairs Swiss Medtech, membro del Comitato direttivo