Oltre a rafforzare la relazione tra mamma e figlio, l’allattamento al seno è anche benefico per la salute del bambino. Ecco perché SWICA si impegna come co-sponsor a favore della campagna per l’allattamento al seno. Leggete questo articolo per scoprire otto punti essenziali di cui tenere conto per l’allattamento.
In Svizzera, quattro mamme su cinque scelgono di allattare il proprio bebè. L’allattamento al seno è sempre più diffuso e, grazie al crescente numero di spazi pubblici dedicati all’allattamento, è diventato più semplice anche fuori casa.
Così il latte materno è sempre disponibile per il bebè, gratuitamente e alla temperatura ideale. Inoltre, si adatta costantemente ai bisogni del neonato durante le diverse fasi della crescita. Proprio per questi motivi l’allattamento al seno è raccomandato da levatrici e medici. Tuttavia, anche durante l’allattamento ci sono alcuni aspetti a cui bisogna prestare attenzione.
Il latte materno contiene proteine, grassi di alta qualità, carboidrati, vitamine, minerali e ferro, tutte sostanze nutritive essenziali per favorire in modo ottimale il corretto sviluppo psicofisico del neonato. Inoltre, contiene anticorpi che proteggono l’organismo dalle infezioni. Spesso i bambini allattati al seno godono di una salute migliore anche in età adulta e hanno minori probabilità di contrarre diabete, cardiopatie e allergie. In più, allattare al seno non serve solo a nutrire il bambino, ma rafforza anche il legame emotivo tra madre e figlio e trasmette calore e affetto.
Le madri dovrebbero seguire una dieta equilibrata, varia e sana durante l’allattamento. Il fabbisogno energetico della donna aumenta di circa 500 kcal al giorno durante l’allattamento. L’organismo trae questa energia extra da un’alimentazione più abbondante o attingendo alle riserve accumulate durante la gravidanza. Un calo di peso improvviso, indotto ad esempio da una dieta rigida, può nuocere al bambino. Inoltre, le tossine si depositano nel tessuto adiposo e, a causa della rapida perdita di peso, vengono eliminate dal corpo e quindi passano nel latte materno.
Alcuni tipi di pesce, come il pesce spada, l’aringa, il salmone e il tonno, dovrebbero essere consumati con moderazione, poiché potrebbero contenere diossina e mercurio. Vanno evitate anche sostanze come caffeina, alcol e nicotina, che dal sangue passano al latte materno causando danni al bambino. Ciò vale anche per i medicamenti, compresi i rimedi della medicina alternativa, il cui uso, se necessario, deve essere valutato attentamente, chiedendo consiglio al proprio medico curante
È necessario assumere una quantità sufficiente di acido folico (ad es. verdura verde), vitamina C (ad es. agrumi), vitamina D (ad es. avocado), calcio (ad es. noci) e ferro (ad es. legumi). È inoltre importante consumare una quantità sufficiente di proteine, poiché il fabbisogno giornaliero di proteine durante l’allattamento aumenta di circa 7 grammi. Ciò corrisponde, ad esempio, a una porzione extra di latticini, come due decilitri di latte o uno yogurt al giorno. Una dieta vegana è sconsigliata se non è abbinata alla sostituzione di vitamine e minerali presenti prevalentemente in prodotti animali.
In linea di principio è importante praticare un’attività sportiva, tuttavia va evitato uno sforzo eccessivo. Soprattutto le attività anaerobiche (ad es. durante una maratona), in cui l’estrema sollecitazione muscolare favorisce la produzione di acido lattico, possono influire negativamente sulla composizione del latte materno. L’acido lattico penetra nel latte materno attraverso il sangue, rendendolo acido e amaro, con la conseguenza che il bambino potrebbe rifiutarlo. Gli esperti raccomandano generalmente di aspettare circa sei settimane dopo il parto per riprendere gradualmente le attività sportive. Le attività più indicate sono walking, jogging leggero, pattinaggio in linea e nuoto.
Affinché l’allattamento si svolga senza problemi, è necessario un certo periodo di apprendimento sia per la madre che per il bambino. Per questo motivo nel periodo successivo alla nascita bisognerebbe evitare di dare il latte materno nel biberon.
Dopodiché è possibile passare tranquillamente all’utilizzo del tiralatte e del biberon. Per le madri che vogliono tirare regolarmente il loro latte, è consigliabile avvalersi di un apparecchio elettrico. I tiralatte possono essere noleggiati presso farmacie, ospedali, levatrici o consulenti per l’allattamento.
Il latte materno si conserva per circa otto ore, se tenuto a una temperatura ambiente compresa tra 17 e 25 °C. Questo tempo si riduce se le temperature sono più elevate. In frigorifero la durata di conservazione arriva a 72 ore. È anche possibile congelare delle monoporzioni di latte materno in contenitori ermetici, che in questo caso si possono conservare per circa sei mesi.
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